IL “LAVORO” NASCOSTO E LA “REMUNERAZIONE” CHE SI RICEVE
Sono 30 le persone che si dedicano tutto l’anno all’Happening. Da questa condivisione gratuita per l’organizzazione della manifestazione si amplifica l’esperienza di amicizia che si allarga a oltre 150 volontari durante la kermesse. Senza questo grande coinvolgimento l’Happening non sarebbe possibile. E’ un fatto che colpisce e che sembra oggi incomprensibile: qualcuno che offre il proprio tempo e lavora gratuitamente per un ideale.
“….forse tu non ti rendi conto, ma non sai quale straordinaria presa ha l’Happening sui miei figli e su quelli della loro età. Lo vedono come un mito!!! Hanno passato 2 giorni lì, insieme ai loro amici, cercando di coinvolgersi e sentirsi protagonisti. L’happening, al di là di tutte le imprecisioni che ogni cosa per forza ha, ha una potenza missionaria eccezionale”
“L’happening è stata una delle cose più belle che mi sono accadute, seconda solo al matrimonio! anzi, anche i mesi di fidanzamento e questi primi mesi di matrimonio non sarebbero stati così belli senza di voi, amici dell’happening che mi avete ricordato sempre che la vita va spesa per qualcosa di grande. sono commossa di fronte a quello che è accaduto, all’amicizia che è nata tra di noi, di una libertà stupefacente. Ti sono grata anche per aver insistito per un anno per avermi tra voi…ora non vi mollo più! grazie”
“La botta è stata quando mi trovavo a chiedere aiuto ad altri, ai volontari ad esempio e per come sono fatta, che voglio sempre fare tutto da sola, all’inizio è stato difficile”.
“Tonino, il nostro bidello, che era rimasto colpito dal fatto che non c’era disordine o immondizie in giro…segno di riuscita della serata fin nel particolare…..”
“Lo stupore suscitato in me durante happening mi fa essere il volontario in attesa del prossimo numero, mi avverti quando ci sono i prossimi incontri ?”
“Grazie per questi giorni. Avevi proprio ragione, l’Happening unisce. Chi no né venuto ha perso tanto. Io sono commossa vedendovi lavorare, vorrei imparare a vivere così tutto. Grazie dell’amicizia “
“Ciò che ha colpito è l’amicizia che c’è tra di noi che non si spiega con il volontarismo per fare una cosa bella (che a lungo andare annoia) ma che rimanda a qualcosa di più grande che ci attrae”
“Ho capito che i figli possono essere una scusa per non fare le cose oppure sono un obbligo che ti fa rendere conto di come ami le cose a cui ti fanno rinunciare. La sera quando li portavo a letto capivo quanto amavo l’happening, perché non potevo essere là a fare le riunioni conclusive anche se stanchi ma insieme. Solo il sacrificio e la rinuncia fanno risplendere la vera bellezza.
“La prima sera, visto la nuova location, mi sentivo un po’ persa, un po’ “non a casa”. Ma è bastato poco per cambiare idea. Fare il giro con i bambini, lasciare mia figlia a disegnare sui tavolini, la nonna sulla panchina a bere un the, il papà all’incontro, l’ ex compagno di liceo che passa per caso di lì e ti chiede: “cos’è che c’è qui”? Questa è proprio l’atmosfera e la proposta che avevamo in mente quando pensavamo l’happening. Qualcosa che potesse coinvolgere tutti e stupire tutti”
“Che la mia e la nostra vita possa essere come l’Happening, un tentativo sgangherato e traballante di rendere gloria a Dio.”










HAPPENING 2009


